Studio di Consulenza Terapeutica e Culturale condotta con metodo socratico/filosofico.

Un aiuto, un supporto nei momenti cruciali dell'esistenza...

Per superare disagi, ansie, frustrazioni, paure, difficoltà.

Per realizzare al meglio progetti di Vita, Sogni e Realtà.

 

Filosofia...in cucina

Prendo in prestito la #domanda di Michele per raccontare qualcosa in più su quello che faccio: "Ma tu hai un ristorante o uno studio di consulenza?", mi ha scritto questo pomeriggio sotto al mio post raffigurante una bella braciola di maiale accompagnata con del riso al melograno.

Ebbene, la domanda è interessante ma la #risposta per niente scontata. Prima di tutto, la #filosofia non è qualcosa di circoscritto, come può essere un oggetto, un principio matematico, una stagione. E non è nemmeno una #disciplina che ha per ambito di studio solo una data parte della #realtà.

Per l'esattezza, la filosofia è alla #base della domanda che #interroga o del #dubbio che insorge. E' quel "tarlo" (o "torpedine di mare") che ci #confonde quando pensavamo fosse tutto #chiaro, costringendoci a prendere in considerazione i vari aspetti della #vita, per arrivare più lontano.

Per tornare alla domanda di Michele, mangiare con filosofia ha il suo perché! Ne va di come è composto un piatto, di quali sono gli #ingredienti, dell'#attenzione che ci si mette nella presentazione della pietanza...

E, scendendo a #fondo, ci dice molto di quanto ci preoccupiamo della nostra #salute, di quanto ci vogliamo bene, di quanto #tempo dedichiamo a noi stessi e alla nostra #famiglia...

E ancora, ci parla del #gesto, della #comunicazione, del #senso che diamo ai vari attimi del nostro cammino.

Non ci credete? Provate a seguire il ragionamento nascosto dietro a questa piccola serie di domande.

- Cosa rappresenta per me il cibo?

- Quanta attenzione metto nel fare la spesa? Preferisco andare a cercare le cose più sane e di qualità o punto semplicemente su quelle che mi piacciono di più?

- I miei pasti sono fugaci, veloci, o cerco comunque di prepararli con attenzione anche quando ho poco tempo?

- Quante volte mi capita di mangiare sul lavandino o sul divano?

- Quante volte la settimana cucino lo stesso piatto?

- Sono più le volte che mi metto ai fornelli o quelle in cui qualcuno cucina per me?

- Cosa si può comunicare con un bel piatto sano, ben riuscito?

- C'è un fondo di verità nel detto "Prendere qualcuno per la gola"?

- Vivo i pasti come riunione di famiglia, come momento per condividere pensieri o riflessioni anche con me stessa, se mi trovo da sola, o il più delle volte mi preoccupo solo di nutrirmi?

Naturalmente si potrebbe continuare molto più a lungo, ma credo che già queste domande possano darci un...assaggio di cosa voglia dire "mangiare con filosofia", o ancora, di quanto la filosofia possa essere utile pure nel mondo culinario.

Alla prossima ;-)

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Dott.ssa Chiara Pradella Philosophical and Cultural Counselor Education, Communication, Writing

TITOLI DI STUDIO

Dott.ssa Chiara Pradella (Classe 1989)

Lauree:

Scienze dell'Educazione (Università degli Studi di Trieste)

Filosofia della Soscietà, dell'Arte e della Comunicazione (Magistrale Ca' Foscari)

Altri titoli di studio:

Diploma di Master in Consulenza Filosofica (Ca' Foscari)

Diploma in Tecniche di Valorizzazione Digitale dei Beni Artistici e Culturali (Ial Udine)

 

OGGI SONO IO!

Mi chiamo Chiara e oggi ho realizzato un sogno!

Avere la possibilità di dedicarmi all’aiuto del prossimo a tempo pieno. E credo non esista lavoro migliore di fare qualcosa per qualcuno, così da migliorare – in una prospettiva più ampia – le sorti della nostra società.

Mi sono diplomata al “Liceo delle Scienze Sociali” e già a 15 anni ho cominciato con il volontariato nella casa di riposo della mia città, che allora era Sacile. A 17 sono entrata a far parte di un’associazione ONLUS chiamata “Erika forever”, che si occupa di disturbi alimentari. Ho così sperimentato l’esperienza di condurre insieme ad altri volontari due programmi radio dedicati principalmente al disagio e diversi gruppi A.M.A (Auto Mutuo Aiuto).

Prima di laurearmi in “Scienze dell’Educazione” (2012) ho continuato ad occuparmi di gruppi, collaborando con il Centro di Ascolto di Sacile (oggi Casa del Volontariato), seguendo da vicino casi di depressione, tentato suicidio e disagio giovanile. Ho avuto anche la possibilità di organizzare e partecipare ad alcuni laboratori nelle scuole superiori, per far conoscere il lavoro del Centro di Ascolto.

Ho scelto due tirocini formativi pre-laurea, sempre all’interno dell’ambito che stavo seguendo: il primo, presso l’asilo nido “L’aquilone” di Sacile e il secondo al centro per i disturbi alimentari “La casa delle farfalle” di Portogruaro.

Nel 2015 ho preso la seconda laurea, questa volta in “Filosofia della Società, dell’Arte e della Comunicazione” (Ca’ Foscari, Venezia).

Ma a dire il vero ho saltato un passaggio.

Prima di scegliere “Scienze dell’Educazione” ho passato il test per entrare alla facoltà di Psicologia di Padova. Eppure, benché avessi amato profondamente la psicologia per anni, quella strada mi stava un po’ stretta. Perché sentivo che avrei dovuto scegliere: una teoria piuttosto che un’altra, un metodo e non un altro.

Allora ho capito di aver bisogno di qualcosa che scavasse e sondasse più profondamente l’animo umano. Qualcosa che mi permettesse di mettere in gioco tutte le mie risorse, in un percorso continuo ed evolutivo com’è la vita stessa. Per questo la filosofia, come seconda laurea e come master post-universitario in “Consulenza Filosofica”. Sviluppando un modo di essere che mira alla com-prensione singola e globale, al senso primo e ultimo dell’esistenza.

Infatti, il Consulente Filosofico non prescrive ricette miracolose, non applica teorie pre-costituite, non somministra farmaci, non si pone l’obiettivo primario di eliminare un dolore o un disagio tout court. Ma è colui che – caso per caso in modo unico e irripetibile– aiuta nella presa di coscienza e accettazione di quella difficoltà, di quella situazione che ci fa disperare, partendo dal presupposto che non tutti gli ostacoli possono scomparire, ma possiamo noi stessi essere quel margine entro cui riempire di senso nuovo tutto ciò che spetta al nostro libero arbitrio.

E questo è ciò che ho sperimentato sulla mia pelle nel periodo tra la fine del master (2017) e questo momento. Quando ho deciso – in attesa di realizzare il progetto di uno studio privato – di occuparmi di cultura all’interno della città di Gorizia, seguendo l’ideale di salvaguardia del celebre palazzo in cui il filosofo Carlo Michelstaedter ha dato vita alle sue opere principali (c.f.r. https://www.facebook.com/groups/1267452243271971/).

È stata una “battaglia culturale” molto lunga e difficile, in quanto più che aiuto è stato facile trovare porte chiuse in faccia e ostacoli. O, come minimo, persone che definivano una tale impresa “impossibile”.

Ho passato non pochi momenti di sconforto, attimi in cui ho quasi deciso di mollare tutto, scegliendo lavori e lavoretti che nulla avevano a che vedere con le mie attitudini, ma giusto per riuscire a mantenermi economicamente. Eppure, ad un certo punto – con la tenacia e la caparbietà che mi caratterizzano – sono riuscita a fare andare tutto per il meglio: il palazzo è stato salvato (diventerà una moderna residenza transfrontaliera per studenti con annesso spazio museale dedicato a Michelstaedter) e ho trovato uno studio in cui dare avvio alla mia attività, con l’aggiunta dell’aspetto culturale, persuasa a mettere a disposizione le mie nuove capacità acquisite e la mia ampia rete di contatti per chiunque abbia il desiderio di realizzare un progetto di valenza storico-culturale di grande interesse e complessità.

Questa ultima digressione per dire che il consulente filosofico è un alleato, una persona umana e mortale come ciascuno, che per i suoi studi e la sua particolare attitudine a interrogarsi conosce il peso del disagio nelle sue varie forme, mettendosi in gioco in prima persona per aiutare a scoprire espedienti e modalità differenti utili a stare al mondo (e in primis a con-vivere con sé stessi) nella maniera più serena e vitale possibile.

Questa, la mia piccola parte di storia, volta a trasformare ogni disagio in… cammino!

Sei forte!

Ringraziateli sempre quei no, quei "mobbing", quegli ostacoli in mezzo alla strada... Non faranno altro che aumentare il grido di vittoria della vostra battaglia.

Chiara q.b